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Metodi e strumenti di caccia

Avendo a che fare con un selvatico particolarmente astuto ed attento a tutte le variazioni degli ambienti che lo circondano, la sua caccia è complessa e va svolta con molti accorgimenti.

Sicuramente non deve diventare una frustrazione, lo scopo principale rimane sempre la pratica di una grande passione.

E’ questo lo spirito con il quale abbiamo iniziato questa nuova avventura.

Premesso che è una di caccia da appostamento, la prima fase è quella di individuare i selvatici, quindi per la ricerca terremo presente la stagione, le condizioni del tempo, il tipo di colture presenti in zona.

Un errore frequente è quello di tornare dove abbiamo fatto delle buone cacciate e abbiamo sparato molto; le cornacchie sono astute e se hanno già preso le fucilate difficilmente si lascerebbero ingannare nuovamente dal “gioco”. Cercheremo allora di ruotare le località, rimanendo nelle traiettorie di transito delle stesse, spostandosi a destra o sinistra, in basso o in alto.

Una volta individuate, cercheremo di osservarle con molta discrezione (meglio sarebbe con un binocolo), ma se possibile converrebbe fare qualche giro con la propria autovettura senza fermarsi, e capire se il luogo in cui si trovano può essere abbastanza sicuro dal punto di vista alimentare, così da poterle ritrovare a mangiare il giorno dopo.

La mattina seguente, prima che faccia giorno, ci porteremo in quella zona e prepareremo il capanno. Questo è un aspetto fondamentale per la riuscita della caccia.

Sceglieremo un luogo vicino alla pastura e vicino a qualche albero, meglio sarebbe un nascondiglio quasi naturale tipo una siepe, un fossetto, una rovaia e lì imbastiremo la nostra struttura.

CAMOUFLAGE

Le cornacchie non solo possono individuare i colori fuori luogo, ma anche forme e sagome diverse dall’ambiente circostante, quindi assicuratevi di mimetizzare sempre completamente qualsiasi parte del corpo che potrebbero vedere, soprattutto quelle parti più visibili (testa, braccia,…ecc) ed anche il fucile; secondo noi il camouflage, per la caccia alla cornacchia, non sarà mai troppo.


Camouflage    Camouflage

RICHIAMO VOCALE

La posizione del capanno è importante, come lo è il camuffamento, ma la vera arte di questa caccia è il richiamo a voce. In commercio ne esistono molti ed a prezzi accessibilissimi, possono essere di plastica o di legno, sono leggeri e facilmente trasportabili; vi assicuriamo che se usati con furbizia possono risultare utilissimi. Come sappiamo il linguaggio delle cornacchie è complesso, quindi dovremo fare molta attenzione quando cercheremo di chiamarle. Ad esempio se fossimo in una pastura simulando un canto di allarme, avremo effetto contrario e tutte si allontanerebbero. Quindi è bene imparare innanzitutto a capire il loro linguaggio ed esercitarsi nell’uso del fischio. E’ anche vero che a volte, il loro eccesso di curiosità, le spinge a superare quei confini di diffidenza, anche se non saremo perfetti nel richiamo. Quindi non demordere mai, anche dopo aver sparato, continuare a chiamarle.

Camouflage    Camouflage

RICHIAMI-STAMPI

Oltre all’uso del richiamo a bocca, una cosa importante da utilizzare, sono gli stampi di cornacchia in plastica.

Esistono due metodi di caccia con gli stampi: uno è la simulazione di una situazione amichevole” e l’altra una situazione di “lotta e/o scontro”.

Quando simuleremo la situazione “amichevole” cercheremo un luogo di pastura, che potrà essere un campo coltivato, un frutteto, un campo lavorato ecc.. e lì costruiremo il “gioco”. Da tenere in considerazione la presenza di qualche albero nella zona, dove poter appendere degli stampi così da sembrare “sentinelle” e poi distribuirne una dozzina in modo sparso, casuale, ad una ventina di metri dal capanno.

Camouflage

Importante non mettere gli stampi circolari al capanno, ma sempre e solo di fronte. L’uso del numero di stampi è molto personale, sicuramente un numero più alto potrà far sembrare che lì si stia svolgendo una festa per abbondanza di cibo.


Camouflage    Camouflage

Gli stampi si trovano in commercio a prezzi modesti, ma se vogliamo spendere qualcosa in più esistono alcuni modelli con le ali rotanti (come quello in foto). Il risultato con questi sarà sicuramente migliore.

Camouflage

Nella simulazione di situazione “scontro-lotta”, improvviseremo un conflitto, molto frequente in natura; questo può avvenire con rapaci come falchi, una civetta o persino con altre cornacchie.

A tal proposito, noi delle Balze abbiamo un “asso nella manica”: lo stampo di Gufo Reale, per il quale le cornacchie hanno un vero e proprio “odio”. Anche se adesso non è più in pratica, i cacciatori del passato, soprattutto in Europa (non in Italia), utilizzavano dei gufi vivi, presi nei nidi, allevati ed addestrati a stare su un piedistallo.

Il nostro gufo andrà posizionato su un paletto, ad una altezza da terra di circa 50-60 cm., più visibile sarà, migliore sarà la sua identificazione. La distanza dal capanno dovrà essere di circa una ventina di metri; metteremo ai suoi piedi una cornacchia già morta, per simularne la preda. Lo stampo che vedete in foto, ha la possibilità di movimentare leggermente le ali tramite un filo, per renderlo ancora più “vero”.


Camouflage

Al vedere il “nemico” vi accorgerete che le cornacchie inizieranno a gracchiare con sfida, in poco tempo si raduneranno tutte quelle presenti in zona agitandosi minacciosamente, per poi attaccarlo in picchiata.

IL CAPANNO

Come detto in precedenza, cercheremo di costruirlo sfruttando il naturale nascondiglio di una siepe, un fossetto, una rovaia, poi con l’ausilio di una rete mimetica (meglio se a foglia), alzeremo il nostro capanno rivestendolo con erba secca, residui di disboscamenti..ecc.. Aspetto importante è la presenza di alberi vicino, per posizionare alcuni stampi nelle punte, e per effettuare qualche tiro a fermo in quanto qualche cornacchia più ingenua andrà a “buttarsi” vicino ad essi. Inoltre, gli alberi, daranno alle cornacchie una buona sicurezza quando verranno con circospezione verso il “gioco”. Dovremo sempre aspettarci che facciano due o tre giri sopra di noi prima di scendere a tiro.

Qualunque posizione si scelga, assicurarsi sempre un ampio raggio di tiro nel momento in cui ci si appresti a sparare. Quindi nascondersi è importantissimo, ma anche riuscire ad effettuare il tiro in piena libertà lo è altrettanto, altrimenti tutto il vostro lavoro risulterà nullo.


IL TEMPO

Le cornacchie si cacciano molto bene sia con il tempo sereno, che con cielo coperto, tuttavia tenere ben presente che il sole diretto nel capanno significa stare attentissimi al mimetismo. Una leggera pioggia non ha effetti negativi, ma se tira vento conviene stare a casa. Con la nebbia fate uno sforzo e anche se non avete voglia, andate nel posto preferito e la cacciata sarà assicurata. In inverno, con freddo e gelo l’ideale sarebbe procurarsi una pelle di coniglio, agnello..ecc… e posizionarla vicino agli stampi…poi caricate subito i fucili……….!!!!!!!!

FUCILE E CARTUCCE

Noi utilizziamo fucili cal. 12, ma non crediamo ci siano differenze se si adoperasse un cal.20; le uniche peculiarità sono la strozzatura, che secondo il nostro punto di vista dovrà essere 1* o 2 ** e la lunghezza della canna superiore ai 70 cm. Questo perché abbiamo a che fare con un uccello sempre ben “pennato”, di colore scuro e dimensioni che possono darci l’impressione di averlo sempre a tiro, ma in realtà non è così.

Per quanto riguarda il tipo di cartucce crediamo che una buona corazzata, piombo del nr. 6 o 7 sia soddisfacente.

Per chi volesse utilizzare la canna rigata vi diamo alcuni consigli suggeriti da un amico che pratica la caccia con questo tipo di arma.

Le armi più idonee sono quelle camerate nei calibri 222 Remington, 223 Remington, 22-250 Remington e caricate con cartucce con proiettile idoneo ad elevata fragilità all’impatto, che tende a minimizzare ogni possibile rimbalzo.

Appartengono a queste categorie palle tipo VARMINTER di varie marche come Sierra, Speer TNT, Hornady V-MAX o SX, Barnes Varmint Granade ecc..

Personalmente uso una carabina marca Winchester md. 70 HV cal. 223 Rem, corredata da ottica Schmidt e Bender 4-16x50 Long Renge con reticolo Varmint caricato con cartucce che montano palle Hornady sx da 50 grani.

Il calibro 223 Rem è molto facile da reperire e sebbene non eccelle come accuratezza come il 222 Rem, né è veloce come il 22-250 Rem, può essere utilizzato con successo fino a 200 mt per la caccia agli “opportunisti”, corvidi in particolar modo.

Compatibilmente ai calendari venatori delle varie regioni italiane, possono essere usati anche calibri superiori al 22, sempre però caricati con palle tipo VARMINTER.

Una raccomandazione: il tiro va effettuato esclusivamente su animali posati a terra e in presenza di idoneo parapalle.

ATTREZZATURA CONSIGLIATA

Una grossa sacca mimetica porta stampi, accettino o pennato, tenaglie, chiodi, filo verde da racchette, lega di ferro, nastro isolante, sgabello, tascapane e tutto ciò che riterrete utile.

Ricordatevi sempre, dopo aver scaricato tutta l’attrezzatura, di andare a parcheggiare il vostro automezzo lontano dalla postazione e cercate di coprirlo meglio possibile.

A fine cacciata ricordatevi sempre di recuperare tutti i bossoli delle cartucce sparate


……….COMUNQUE TUTTO NON POSSIAMO DIRVI……E’ GIUSTO CHE QUALCHE SEGRETO LO SCOPRIATE DA SOLI!!!!!!!

In bocca al Lupo


Oriano, Michele e Venanzio

 

 
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