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La cornacchia ... breve descrizione di un animale astuto e difficile da cacciare

La Cornacchia grigia è un uccello della famiglia dei corvidi. Insieme alla Cornacchia nera, differente per il colore del piumaggio, è una delle due sottospecie di cornacchia presenti in Italia. Nonostante la forma molto simile agli appartenenti alla famiglia, è facilmente distinguibile dagli altri corvidi per la livrea nettamente bicolore, con il dorso e le parti inferiori grigio chiaro; testa, gola, ali e coda nere. Maschio e femmina sono indistinguibili all’aspetto. La lunghezza corporea si aggira tra i 44 e i 51 cm, il peso di un adulto varia tra i 370 – 430 gr., l’apertura alare è tra 84 cm e un metro, il becco è grosso, massiccio e curvo all’apice, coda mediamente arrotondata, zampe robuste.

cornacchia grigia

Il volo è diritto con velocità di circa 48 kmh, ma può raggiungere punte fino a 96 kmh; talvolta, da lontano, per le caratteristiche del volo e la sagoma, la si può confondere con un rapace, sebbene la planata sia più instabile e insicura di quella, ad esempio, dei falchi. La sua voce non è tra le più melodiche tra gli uccelli canori, infatti non si può parlare di un vero e proprio canto. Gracchia. E’ un grossolano “craaak craaak craaak”che serve per affermare la presa di possesso della zona dove verrà costruito il nido e come avvertimento, che può avere vari significati, in rapporto al tono con cui viene emesso: “sono qui”, “mi sto innervosendo”, “sono pronto alla lite”, ecc. Un verso forte e roco, come un “krrr” ripetuto, viene emesso quando le cornacchie scorgono un potenziale pericolo nel loro territorio.

Un gufo (quello reale il suo nemico numero uno),

Gufo reale

un rapace, un gatto, un cane ma anche un uomo, se identificato come un pericolo, vengono apostrofati in questo modo. Tutte le cornacchie della zona accorreranno, anche loro emettendo lo stesso verso e in breve tempo un rumorosissimo stormo di uccelli sorvolerà l’intruso. In alcuni casi si può addirittura arrivare al contatto fisico.

l'invasore     in volo

Le cornacchie più coraggiose si getteranno in picchiata sull’invasore che ha avuto l’ardire di violare i loro confini. Alcune volte, però, le cornacchie non utilizzano la voce ma fanno schioccare nervosamente il becco per comunicare la loro aggressività nei confronti di un altro individuo. Un linguaggio complicato quello delle cornacchie che presenta, inoltre, molti dialetti; non è detto che una cornacchia sarda o friulana, potendo arrivare alle Balze, riuscirebbe a comunicare con quelle di Colorio, Poggio la Croce o il Cotolo.

E’ una specie principalmente sedentaria, che vive per tutto il corso dell’anno nella stessa zona; questa regola è valida, però, solo in quelle zone dove il clima è temperato, come appunto l’Italia. Qui è ampiamente diffusa in tutto il Paese eccettuato l’arco alpino, area di competenza della Cornacchia nera; tutta la fascia prealpina o le aree di fondovalle della zona alpina costituiscono il punto di ibridazione tra le due sottospecie.

Nel nord Europa si può assistere a veri e propri voli di migrazione che in autunno portano le cornacchie, che vivono in zone con inverni troppo freddi, a raggiungere aree dove il clima è più dolce; si spostano dalla Scandinavia al Belgio, Olanda, Inghilterra orientale. Nel nostro Paese, le cornacchie compiono degli spostamenti che non sono migrazioni vere e proprie, ma piuttosto dei voli di dispersione. Questi sono più frequenti nei giovani che, spinti da una curiosità e da uno spirito di esplorazione maggiore degli adulti, si allontanano dalle zone dove sono nati per cercare altre aree da colonizzare. Di solito questi spostamenti avvengono dalle aree definite “zone sorgente”, in cui il numero dei pulcini nati durante la primavera è superiore a quello degli individui che sono morti per vecchiaia, malattia, predazione o per scarsità di cibo. Gli stormi, più netti e cospicui durante la stagione fredda, hanno un aspetto più “ordinato” rispetto a quelli del Corvo comune. I gruppi si riuniscono tra loro per dedicarsi all’attività alimentare e verso sera quando durante la cattiva stagione si dirigono verso i dormitori comuni. Questi luoghi vengono chiamati in termini tecnici “ roost”. Prima di radunarsi in questi siti hanno anche l’abitudine di darsi appuntamento tutte le sere in zone che potrebbero essere chiamate “pre-roost”.

in volo

Richiami emessi continuamente fanno quasi pensare che facciano l’appello per vedere che tutti siano arrivati e poi, spesso quando è già buio, vanno a dormire nello stesso luogo. Non è ancora chiaro il significato di questo comportamento, ma si pensa che più individui insieme riescano a scorgere meglio l’arrivo di un eventuale predatore anche di notte; che i roost siano luoghi dove incontrarsi e “fidanzarsi”, ma c’è anche chi pensa che siano dei luoghi dove scambiare esperienze culturali. Ad esempio, se una cornacchia trova una fonte di cibo abbondante, la mattina seguente si dirigerà con decisione in quella direzione, informando involontariamente quei compagni che il giorno prima hanno avuto problemi per alimentarsi. L’adattabilità della Cornacchia grigia, e di riflesso anche la sua complessa organizzazione sociale, dipendono dall’elevato livello delle capacità cognitive: si tratta, infatti, di una specie particolarmente intelligente dotata di un’ingegnosità fuori dal comune, di capacità intuitiva quasi unica tra gli animali e di un innato istinto di tipo esplorativo. E’ abituata alla presenza dell’uomo eppure mantiene il suo stato selvatico senza mai avvicinarsi troppo. E’ ben nota la sua capacità di individuare i problemi, ha imparato che una macchina in movimento non è un pericolo, ma se il conducente si ferma e scende lei fugge rapidamente; nelle zone dove è cacciata costantemente ha imparato la differenza tra un cacciatore col fucile in mano ed un agricoltore con la vanga. Studi recenti hanno identificato la famiglia dei corvidi tra i primi animali come intelligenza. Diversi test effettuati hanno dimostrato che conoscono la legge di gravità. Ha una territorialità molto accentuata, in una società basata sulla coppia e su individui apparentati che non si riproducono, costituiti da giovani o adulti non accoppiati. Lla cornacchia grigia è una specie monogama, vale a dire che le coppie restano unite tutta la vita, se uno dei componenti della coppia muore viene comunque sostituito in pochi giorni.

La società delle cornacchie è regolata da gerarchie molto precise: durante l’inverno, quando abbandonati i territori di nidificazione le cornacchie divengono degli animali sociali, i maschi adulti di grandi dimensioni diventano i “capi”, ciò significa principalmente essere il primo a mangiare e a scegliere il posatoio migliore. Questa gerarchia è definita dal sesso (i maschi sono dominanti sulle femmine) e dall’età (gli individui più vecchi dominano sui più giovani).

Quando sono intente a mangiare, usano un sistema di “sentinelle” che segnalano l’avvicinarsi di pericoli, inoltre sono proprie inviare dei veri e propri “scout” sul luogo scelto per l’alimentazione, per verificare eventuali rischi.

in volo

Estremamente adattabile, nidifica al di sotto dei 2000 m s.l.m. in quasi tutti gli ambienti aperti con la presenza di qualche albero sparso: ad esempio, campagne fortemente coltivate, boschetti di pianura, parchi e giardini; nella pianura Padana utilizzano anche le coltivazioni di pioppo. Sono state osservate nidificazioni anche su tralicci dell’alta tensione. La cornacchia è nettamente favorita dalle trasformazioni ambientali.

Entrambi i sessi partecipano alla costruzione del nido che viene fatto a forma di coppa, voluminoso, composto da rami, stecchi, steli ed erbe. Spesso i vecchi nidi vengono occupati da altri grossi uccelli. Le Cornacchie depongono 4-6 uova tra la metà di marzo fino alla seconda metà di maggio; sono ovali, lisce e leggermente lucide; la femmina le cova per 18 giorni senza l’aiuto del maschio. Lo svezzamento dei piccoli è una vera e propria “cooperativa” unica nel suo genere, ci sono gli “aiutanti”, gli “scapoli” e i “parenti” che aiutano nell’allevamento dei neonati, vigilando e difendendo anche il nido e i membri della famiglia. Questo comportamento presuppone un fortissimo legame familiare e meccanismi di riconoscimento individuale di cui ancora non si conosce quasi nulla. I giovani si involano all'età di 4-5 settimane.

in volo

In Europa nidifica in modo continuo nella Penisola Scandinava, in Scozia, Irlanda e in tutti i Paesi dell’Est fino ai Monti Urali; è invece sostituita dalla Cornacchia nera in Inghilterra e in tutti i Paesi ad ovest della Germania, fino al Portogallo.


La cornacchia mangia di tutto; è in grado di comportarsi sia da “predatore”, catturando piccole prede (insetti, piccoli uccelli, uova, topi, lucertole, rane e addirittura pesci), che da “avvoltoio” mangiando animali morti. Per questo rappresenta un problema per le nascite di altre specie di uccelli (soprattutto nidificanti sul terreno). Anche se può sembrare strano, durante lo svezzamento dei piccoli al nido, i genitori usano portare pulcini di cornacchia rapiti dai nidi dei vicini. Mangia anche nelle discariche e riesce a seguire le file dei seminati causando danni all’agricoltura; sembra che la dieta primaverile sia costituita principalmente da vegetali.

Non è specie protetta e non è sottoposta ad alcuna minaccia. Le cornacchie sono molto diffuse ovunque, persino in habitat maggiormente degradati ed antropizzati, e grazie allo loro intelligenza ed alla loro capacità di trovare cibo hanno un bassissimo rischio di estinzione. In alcune zone italiane, dove raggiunge le massime densità (ad esempio nella pianura Padana), è stata recentemente oggetto di interventi di riduzione delle popolazioni mediante abbattimenti di nidificanti, a causa dei danni provocati alle colture, soprattutto al mais e meloni durante la germinazione e la maturazione

in volo

La specie più simile è la Cornacchia nera (Corvus corone), con la quale talvolta si ibrida dove gli areali si sovrappongono. Il Corvo (Corvus frugilegus), presente in pianura Padana da ottobre a marzo e decisamente gregario, è molto simile alla Cornacchia grigia (gli adulti se ne differenziano per avere le guance nude e grigiastre); la Taccola (Corvus monodula ), non più grande di un piccione e con becco piuttosto piccolo, è facilmente identificabile per il colorito nero con nuca grigia e per l’acuto verso di richiamo “kià”; gregaria, nidifica in piccole colonie nei centri abitati, su castelli, torri e ponti autostradali.

Presagio di sventure nel mondo latino, compagna delle streghe nelle leggende e nelle favole, personaggio immancabile nei film horror dei nostri tempi, non si può certo dire che l’uomo fin dall’antichità abbia avuto una gran considerazione nei confronti della cornacchia. Secondo la mitologia greca il piumaggio del corvo era in origine bianco, è diventato nero per intervento di Apollo. Irritato perché non ha tenuto sotto controllo l’amata Coronide, che così ha potuto tradirlo sposandosi con Ischys.

 
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